© NASA da Unsplash

SyMSE: le macchine simbiotiche per l'esplorazione dello spazio

30 dicembre 2021

Trilogia dell'atmosfera

Il genere umano è ormai diventato il motore del cambiamento ambientale su una scala mai sperimentata prima nella storia della Terra. I paesaggi antropocentrici sono caratterizzati da una ridotta biodiversità all’interno di ecosistemi ormai deteriorati. Allo stesso tempo l’uomo si prepara ad allestire habitat lunari e marziani, che richiedono un enorme progresso nei metodi e nella strumentazione necessaria all’ecosintesi. 

Come faranno scienziati e ingegneri a collaborare con artisti e designer per realizzare questa impresa epocale? L'urgenza di esplorare ambienti inabitabili è un incentivo importante verso un approccio metabolico nel design e nella scienza dei materiali. 

Symbiotic Machines for Space Exploration (SyMSE) è un progetto sviluppato da Ivan Henriques che mira a creare un sistema autonomo per migliorare gli ecosistemi terrestri e facilitare la formazione di un’atmosfera vivibile su altri pianeti attraverso la fotosintesi artificiale. 

Il bio-drone C-DER, l’e-SEED e la scultura cinetica Bacterbrain sono i tre risultati del progetto SyMSE che prosegue la serie delle bio-macchine create da Ivan Henriques.

C-DER, 2017-2019 

Robotica ambientale

 

Il bio-drone C-DER funziona come uno sciame e ha una duplice funzione. Da un lato scambia i gas con l'ambiente attraverso la fotosintesi delle microalghe e accumulare, durante questo processo, l’elettricità di cui ha bisogno; dall’altro è in grado di seminare terreni collocati in aree a rischio del pianeta Terra oltre a contribuire a creare un'atmosfera vivibile su un altro pianeta attraverso il sistema di semina e la fotosintesi.

 

C-DER è stato sviluppato dall'artista/designer Ivan Henriques, in collaborazione con gli scienziati Raoul Frese, Sandrine D'Haene, Granit Domgjoni – dipartimento di Biofisica della VU Amsterdam; gli scienziati Korneel Rabaey, Amanda Luther e Jan Arends di UGhent – CMET; la designer di software e hardware Andjela Tomic, gli assistenti Emiel Giliamse e Sjoerd Legue, l'ingegnere Leydervan Xavier – CEFET/RJ e Agata Maria Kokodziejcyk – Space Garden.La creazione di C-DER è stata sostenuta da RTD-STW, Space Orbit Program – Gluon e Mondriaan Fonds.

Bozar Atmospheric Trilogy exhibition CDER project @lucile dizier 2019

Bozar AtmosphericTrilogy exhibition CDER project  @lucile dizier 2019
Bozar AtmosphericTrilogy exhibition CDER project @lucile dizier 2019
Bacterbrain graphic@IvanHenriques2018
Bacterbrain graphic@IvanHenriques2018

Bacterbrain, 2017-19

Comunicazione interspecie

 

Sviluppato nell’ambito della ricerca Environmental Robotics, il progetto BacterBrain mira all'automazione di strutture robotiche sfruttando l’energia fornita dal metabolismo dei batteri responsabili della fotosintesi. In particolare, questo progetto indaga il cambiamento dei paradigmi della robotica nel momento in cui un organismo vivente non umano – il batterio fotosintetico – trova nuovi modi di connessione e controllo della struttura cinetica, mettendo quindi in discussione il modello mentale relativo al funzionamento dei robot. 

Come si comporterebbe una struttura robotica, cosa sentirebbe e come si organizzerebbe con un "cervello" controllato da batteri?

La struttura cinetica – un modello di tensegrità che combina trazione e compressione per conferire alla struttura stabilità e resistenza – si modificherà in maniera autonoma in base alla variazione di elettricità prodotta dal metabolismo di Cianobatteri e Rodobacter Sferoidi. 

L’attività combinata di queste colonie batteriche è in grado di creare una cella a combustibile fotosintetica-microbica che genera l’energia necessaria al movimento della struttura cinetica. La variazione di elettricità attiva quindi il movimento del robot.  

 

Il progetto Bacterbrain è stato sviluppato dall'artista/designer Ivan Henriques, in collaborazione con gli scienziati del dipartimento di biofisica della VU Amsterdam, gli scienziati di UGhent – CMET, la hardware/software/designer Andjela Tomic, gli assistenti Emiel Giliamse e Sjoerd Legue, l'ingegnere Leydervan CEFET/RJ e Agata Maria Kokodziejcyk – Space Garden/ESA.

 

La creazione di Bracterbrain è stata sostenuta da RTD -STW, Space Orbit Program – Gluon e Mondriaan Fonds.

Bozar Atmospheric Trilogy Exhibition Bacterbrain project detail @IvanHenriques 2019

e-SEED, 2018 

Comunicazione interspecie

 

L'e-SEED è un seme che utilizza l'energia elettrica, fornita dalla fotosintesi sintetica, per stimolare la propria crescita. Si tratta di un piccolo timelapse che ripercorre l'evoluzione della fotosintesi: dai robusti proto batteri che hanno creato la prima atmosfera in cui era presente l’ossigeno sulla Terra a una complessa pianta alta sotto forma di seme. Incapsulato in una cellula bio-solare che ne potenzia lo sviluppo, l’e-SEED semina la speranza sui terreni senza vita.

 

e-SEED è stato sviluppato dall'artista/designer Ivan Henriques, dall'assistente Emiel Gilijamse e dalla scienziata Sandrine D'Haene del dipartimento di Biofisica – VU Amsterdam.

 

La creazione di e-SEED è stata sostenuta da RTD-STW, Space Orbit Program – Gluon e Mondriaan Fonds.

 

e-SEED graphic@IvanHenriques2018

Moon Gallery Exhibition at ESTEC-ESA e-SEED project@IvanHenriques2019

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