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Fotogramma di realtà virtuale, 1923: Past Futures, Reframe Productions, 2022, courtesy VIVE Arts e Triennale Milano

Passato e futuro con la realtà virtuale

30 novembre 2022

L’esperienza di realtà virtuale 1923: Past Futures offre un viaggio nel tempo alla scoperta della storia delle Esposizioni Internazionali di Triennale Milano. Per saperne di più sulla forza della realtà virtuale come strumento di creatività e di narrazione, abbiamo parlato con Celina Yeh, direttrice di VIVE Arts.

Fotogramma di realtà virtuale, 1923: Past Futures, Reframe Productions, 2022, courtesy VIVE Arts e Triennale Milano

Perché esplorare la storia di un’istituzione come Triennale Milano attraverso la realtà virtuale?

La realtà virtuale è il mezzo ideale per riflettere sulla storia di un’istituzione come Triennale Milano, che l’anno prossimo celebrerà il suo centenario e dal 1933 ospita l’Esposizione Internazionale con mostre e installazioni epocali di artisti, architetti, designer e curatori, in molti casi temporanee e quindi impossibili da fruire nuovamente nello stesso modo. La realtà virtuale può essere usata come una macchina del tempo, che permette al visitatore di vedere e vivere momenti significativi – ad esempio Caleidoscopio di Vittorio Gregotti e Struttura al neon di Lucio Fontana – come se fossero presenti qui e adesso. La realtà virtuale può veramente far rivivere il passato, avvicinando il pubblico all’importante ruolo ricoperto da Triennale Milano nel mondo dell’arte e del design in un modo che va oltre l’esposizione di testi e fotografie, immergendolo nel mondo virtuale.

Intervista a Stefano Boeri, Marco Sammicheli e Nina Bassoli sul progetto di virtual reality di Triennale Milano. Produzione video Mario Toyoshima

Qual è la forza della realtà virtuale?

La realtà virtuale è un potente strumento di creatività e di narrazione perché dà a istituzioni e creatori la possibilità di pensare oltre i limiti del mondo fisico. Le possibilità sono infinite, dalla ricostruzione di installazioni storiche (come in 1923: Past Futures) alla presentazione di oggetti e informazioni in modi radicalmente nuovi, fino all’esplorazione di mondi completamente diversi. Essendo un mezzo immersivo e tridimensionale, permette allo spettatore di fare il suo viaggio interattivo unico, con la capacità di accogliere prospettive nuove e di sperimentare a fondo sensazioni come la gravità e la velocità. Scardina i confini dell’espressione creativa offrendo un’esperienza molto personale e multisensoriale dell’arte e della cultura.

Visitatore durante l’esperienza di 1923: Past Futures alla Triennale di Milano, foto Gianluca Di Ioia
Visitatore durante l’esperienza di 1923: Past Futures alla Triennale di Milano, foto Gianluca Di Ioia
Visitatore durante l’esperienza di 1923: Past Futures alla Triennale di Milano, foto Gianluca Di Ioia
Visitatore durante l’esperienza di 1923: Past Futures alla Triennale di Milano, foto Gianluca Di Ioia
Fotogrammi di realtà virtuale, 1923: Past Futures, Reframe Productions, 2022, courtesy VIVE Arts e Triennale Milano
Fotogrammi di realtà virtuale, 1923: Past Futures, Reframe Productions, 2022, courtesy VIVE Arts e Triennale Milano
Visitatore durante l’esperienza di 1923: Past Futures alla Triennale di Milano, foto Gianluca Di Ioia
Visitatore durante l’esperienza di 1923: Past Futures alla Triennale di Milano, foto Gianluca Di Ioia

Qual è stato il ruolo di VIVE Arts nel processo creativo?

Noi di VIVE Arts affianchiamo le istituzioni per tutta la durata del processo creativo, dall’idea iniziale alla fase di ricerca ed elaborazione, fino alla realizzazione dell’hardware e alla presentazione fisica di un’esperienza immersiva. In questo caso, abbiamo proposto a Triennale Milano di creare un’esperienza di realtà virtuale perché eravamo intrigati dalle potenzialità creative di questo mezzo per riflettere sul mondo del design e sulle straordinarie collezioni del museo. Abbiamo collaborato con il gruppo di Triennale Milano, che ha diretto la parte curatoriale, e, una volta confermato il progetto, l’abbiamo messo in contatto con lo studio creativo Reframe Productions, che ha la sua sede a Milano. Abbiamo una consolidata esperienza di collaborazione con curatori e sviluppatori, e per 1923: Past Futures abbiamo potuto attingere a progetti realizzati in precedenza con musei internazionali come il Louvre a Parigi e Tate Modern a Londra, suggerendo come dar vita alla visione di Triennale Milano in modo che funzionasse in VR e fosse coinvolgente ed emozionante per il pubblico.

Quali nuove opportunità possono offrire alle istituzioni le tecnologie e i mezzi digitali?

La gamma in continua espansione di strumenti e mezzi digitali a disposizione delle istituzioni offre opportunità creative illimitate, specialmente nell’era del web 3.0, in cui l’esplorazione della realtà virtuale si fa ancora più fluida. Come in 1923: Past Futures, le tecnologie immersive possono essere usate per arricchire di nuove dimensioni una mostra o una collezione presentando materiali di ricerca o d’archivio in un modo attivo e coinvolgente, capace di approfondire la relazione del visitatore con l’argomento. In 1923: Past Futures abbiamo funzioni interattive, ad esempio quando lo spettatore può prendere parte alle proteste del 1968, lanciando palloncini colorati contro la facciata del Palazzo dell'Arte. Abbiamo visto diverse istituzioni esplorare i videogiochi come un mezzo per attirare un pubblico più vario, e le tecnologie immersive possono dar vita a esperienze visivamente innovative ed emozionanti, oltre che divertenti e ludiche.

Fotogramma di realtà virtuale, 1923: Past Futures, Reframe Productions, 2022, courtesy VIVE Arts e Triennale Milano

Collaboriamo spesso con le istituzioni nell’applicare l’innovazione digitale al superamento delle loro mura fisiche e all’espansione dell’accesso alla cultura e al patrimonio culturale. Oltre a ospitare esperienze immersive online, questi progetti possono essere facilmente trasferiti e condivisi con altre istituzioni e organizzazioni in tutto il mondo, rendendoli così disponibili ad altre comunità. Sotto questo aspetto le istituzioni possono utilizzare la realtà virtuale anche come uno strumento di conservazione e tutela, realizzando nell’ambiente digitale copie di opere e oggetti delicati che il pubblico può vedere e conoscere in qualsiasi parte del mondo si trovi, senza i rischi associati allo spostamento degli originali. Affianchiamo le istituzioni nell’esplorare strategie sperimentali e innovative, tra cui la realizzazione di proprie esposizioni e musei virtuali nel metaverso e l’uso della blockchain per condividere i loro capolavori ed espandere le loro communities online. Non vediamo l’ora di scoprire quale sarà il prossimo passo!

L’esperienza in sé è una macchina del tempo. E dopo? In che modo la realtà virtuale continuerà a vivere per conservare l’Esposizione Internazionale di quest’anno e celebrare il centenario di Triennale Milano, il prossimo anno?

Si potrà visitare 1923: Past Futures insieme alla 23ª Esposizione Internazionale alla Triennale Milano fino all’11 dicembre, ma il pubblico potrà fruirne per sempre online. Dal momento che l’esperienza di realtà virtuale è presentata in diversi capitoli, è possibile continuare a espanderla e aggiungere nuovi contenuti, scavando più a fondo negli archivi di Triennale Milano o proiettandosi nel futuro.

Fotogramma di realtà virtuale, 1923: Past Futures, Reframe Productions, 2022, courtesy VIVE Arts e Triennale Milano

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