Foto di copertina: Enzo Mari,La Serie della Naturan°1: La Pantera, con Elio Mari, serigrafia su texilina, Danese Milano, 1961.

Hans Ulrich Obrist racconta come nasce una mostra su Enzo Mari nel primo episodio di Enzo Mari Costellazione

5 novembre 2020

Nel primo episodio di Enzo Mari Costellazione la curatrice della serie e host Alice Rawsthorn dialoga con Hans Ulrich Obrist, curatore della retrospettiva dedicata a Enzo Mari per raccontare la genesi della mostra, nata dal costante scambio e dialogo intercorsi negli anni tra Mari stesso e Hans Ulrich Obrist.

"Alla fine degli anni Novanta, mentre lavoravo al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris avevo anche una cattedra di arti visive e studi curatoriali allo IUAV, dove ero stato invitato da Marco De Michelis e Angela Vettese. Per questo motivo ogni due settimane prendevo il treno notturno da Parigi a Venezia. All’epoca il mio amico Stefano Boeri era professore di architettura nella stessa università, così decidemmo di tenere un seminario insieme, collegando le nostre due discipline. Qualche anno dopo, Boeri divenne caporedattore di “Domus” e mi chiese di occuparmi, insieme a Joseph Grima, delle pagine dedicate all’arte, quindi per un paio d’anni ho curato quella sezione della rivista. Lavorando a Milano, che è sempre stata una città molto importante per il design, iniziai a intensificare le mie ricerche in questo campo. Nel periodo in cui collaboravo con Boeri cenavo spesso a casa sua insieme agli esponenti di una generazione di architetti e designer d’avanguardia: da Andrea Branzi ad Achille Castiglioni, da Cini Boeri a Vico Magistretti, da Alessandro Mendini a Ettore Sottsass, da Nanda Vigo a, naturalmente, Enzo Mari. [...] Mari è un designer industriale, un disegnatore di mobili, un progettista di mostre, un artista, un autore di manifesti, un polemista celebre per le sue sfuriate contro il mondo del design. Ogni volta che passavo per Milano nel mio tragitto da Parigi a Venezia non perdevo l’occasione di incontrare lui e la sua compagna, Lea Vergine, grande critica d’arte, femminista, curatrice e pioniera della Performance Art, e insieme andavamo a visitare qualche mostra."

Hans Ulrich Obrist

Hans Ulrich Obrist e Enzo Mari

"Se dovessi scegliere tre progetti di Mari, il primo sarebbe Autoprogettazione e l'idea della 'produzione di conoscenza'. Quello che penso sia interessante è che Mari voleva progettare per produrre conoscenza. Non era solo un'idea di una democratizzazione del design, ma penso che ciò che colpisca sia questa idea di produzione di conoscenza che ha voluto portare avanti per migliorare le conoscenze di una persona. Era quasi come una scuola, una scuola di design fai-da-te. Il secondo progetto è la Libreria Mobile mentre il terzo è il Calendario, perché lo uso tutti i giorni."

Hans Ulrich Obrist

Proposta per un'Autoprogettazione, 1973

Libreria mobile, 1956

Formosa, 1963 e Timor, 1966

Hans Ulrich Obrist è direttore artistico delle Serpentine Galleries a Londra. In precedenza ha ricoperto la carica di curatore al Musée de l’art moderne de la Ville de Paris. Dalla sua prima World Soup (The Kitchen Show) nel 1991, ha curato ben oltre 300 mostre. Particolarmente degne di nota sono anche la serie Do It (1993-), Take Me (I’m Yours) a Londra (1995), Parigi (2015), New York (2016) e Milano (2017), e il padiglione svizzero alla XIV edizione della Biennale di Architettura a Venezia (2014). Obrist è stato inoltre co-curatore della serie Cities on The Move (1996-2000), Laboratorium (1999), la mostra lirica collettiva Il Tempo del Postino a Manchester (2007) e Basilea (2009), e la serie 11, 12, 13, 14, 15 Rooms (2011-2015). Dal 2013 si sta svolgendo su Instagram (@hansulrichobrist) il suo The Handwriting Project, una protesta contro la scomparsa della scrittura a mano nell’era digitale.

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