Paradiso © Virgilio Sieni

Virgilio Sieni racconta in un'intervista come nasce lo spettacolo Paradiso

26 novembre 2021

Virgilio Sieni è danzatore e coreografo italiano, attivo in ambito internazionale per le massime istituzioni culturali. Chevalier de l'Ordre des Arts et de Lettres della repubblica francese, nonché Direttore della Biennale Danza dal 2013 al 2016, vive a Firenze, dove dirige CANGO Centro Nazionale di Produzione della danza per la ricerca e la trasmissione sui linguaggi del corpo, uno spazio per ospitalità e residenze di artisti.

In occasione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, Virgilio Sieni ha debuttato il 25 e 26 settembre 2021 al Campania Teatro Festival con Paradiso, uno spettacolo ispirato dall’omonima opera di Dante nella Divina Commedia. Paradiso viene presentato al Triennale Milano Teatro nei giorni 1 e 2 dicembre 2021, nell’ambito della Stagione teatrale.

Virgilio Sieni © Dante Farricella

A breve sarai nuovamente ospite di Triennale Milano Teatro con lo spettacolo Paradiso, dall’omonima opera di Dante Alighieri nella Divina Commedia. Cosa ti ha condotto a indagare questo testo?

A parte l’occasione dei 700 anni dalla morte di Dante, l’idea è quella di approfondire un campo di ricerca, d’indagine, sull’idea di sospensione e capire come trovare delle forme per abitare il discorso legato all’ambiente. Quello che mi interessa in questo periodo e di questo ambito, che dedico al paradiso sotto forma di tanti momenti di ricerca, è esattamente questo: cercare di indagare le forme della lontananza e dunque fare un lavoro, per quanto riguarda il paradiso di Triennale sul palcoscenico, ma che è accompagnato via via, come adesso a Gibellina, come era prima in altri spazi, dal museo Pecci (Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci) a grandi parcheggi o grandi territori boschivi, fare proprio un discorso legato a un concetto di lontananza, di capacità di percepire lo spazio tattile dell’altra persona, perché in fondo il discorso di Dante è legato proprio a questa capacità di fare posto all’altro e rigenerare tutte le forme dell’incontro, dell’amicizia, dell’amore.

Paradiso di Virgilio Sieni

Lo spettacolo è la costruzione di un giardino e non riporta la parola della Divina Commedia, non cerca di tradurre il testo in movimento ma si pone sulla soglia di una sospensione. È in questa sospensione che si crea il gesto? Qual è la sua origine?

Non si può essere così esclamativi, l’origine del gesto chi lo sa qual è. Diciamo che quello che può interessare è riuscire a fare tutto un lavoro di pratiche, e dunque riportarle anche in uno spettacolo, rispetto a una canalizzazione di origine. Il gesto, ovviamente, non risiede esattamente nel luogo dove lo si vede, risiede anche altrove. Prima parlavo anche di lontananza… l’origine del gesto sta sicuramente fuori da noi ma allo stesso tempo sta dentro di noi, perché abbiamo la capacità di assorbirlo. Quindi si potrebbe dire che la ricerca si basa su un’idea di infinito del gesto, come il movimento inizia ogni molecola può dar vita a un’infinità di cose. Il lavoro si basa sull’idea di costruire un giardino, cioè di far sì che i danzatori possano praticare questa idea legata alla vegetazione, alle piante e capire come lo spazio tattile può essere anche una conquista, non solo attraverso il tocco sull’altra persona, ma anche e soprattutto attraverso l’allenamento a uno spazio che unisce e comprende le persone senza il tocco.

Paradiso © Virgilio Sieni

Virgilio Sieni

"Questo progetto è legato a delle pratiche molto lunghe che abbiamo fatto insieme a danzatori e collaboratori sulla vicinanza e l’empatia con le piante. Abbiamo lavorato con botanici e persone che ci hanno agevolato l’idea di empatia nei confronti delle piante."

Lo spettacolo costruisce un giardino fisico di gesti, in relazione e convivenza con il respiro delle piante che saranno presenti sul palcoscenico. Come si traduce il rapporto tra uomo e natura in questo progetto?

In questo spettacolo, attraverso un centinaio di piante, si costruisce letteralmente un giardino in scena. Tutto è legato a una costruzione coreografica. Ovviamente questa costruzione ha a che fare anche con la costruzione di giardini gestuali. I cinque danzatori non si toccano praticamente mai e quindi creano loro stessi dei giardini gestuali che poi alla fine determinano un giardino costruito con le piante. Questo progetto è legato a delle pratiche molto lunghe che abbiamo fatto insieme a danzatori e collaboratori sulla vicinanza e l’empatia con le piante. Abbiamo lavorato con botanici e persone che ci hanno agevolato l’idea di empatia nei confronti delle piante. Come dei giardinieri, o come dei boscaioli, abbiamo praticato la vicinanza con le piante per mesi e mesi. In fondo è stato questo il passaggio più importante.

Virgilio Sieni 

Virgilio Sieni è danzatore e coreografo italiano, artista attivo in ambito internazionale per le massime istituzioni teatrali, musicali, fondazioni d'arte e musei. Si forma in discipline artistiche e architettura, dedicandosi parallelamente a ricerche sui linguaggi del corpo e della danza. Gli è stato assegnato per tre volte il premio UBU (2000, 2003, 2011), nel 2011 il premio Lo Straniero e nel 2013 è stato nominato Chevalier de l'Ordre des Arts et de Lettres dal Ministro della cultura francese.

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