Fermoimmagine dal video intervista a Chiara Bersani per il progetto Swans Never Die

La performer Chiara Bersani racconta la sua esperienza di residenza al Triennale Milano Teatro

19 agosto 2021

Cosa resta oggi di un'opera coreografica considerata una pietra miliare della storia della danza occidentale dell’inizio del XX secolo? In che forme e in quali corpi è sopravvissuta nel tempo? Chi ne raccoglie l'eredità e perché? Come risuona nei coreografi di oggi e che valori può trasmettere in futuro?

 

Da queste domande nasce il progetto Swans never die, condiviso e promosso da una rete di soggetti – di cui Triennale Milano Teatro è parte – che hanno deciso di unire idee e progettualità intorno a La morte del cigno, un solo considerato un pezzo fondamentale della storia della danza del XX secolo.

Il progetto invita il pubblico a pensare a questo solo come a un’opportunità per conoscere stili, tecniche, identità e culture. Ogni partner ha declinato le traiettorie del progetto secondo appuntamenti e format in linea con la propria visione e in relazione al contesto di riferimento.

Dichiarano gli enti promotori:Senza dubbio La morte del cigno continua a intrecciare passato, presente e futuro e a nutrire immaginari di generazioni di artisti, stimolando nuove riflessioni su cosa ereditiamo dalla storia, su chi ha accesso all’archivio (digitale e video) e su come la danza viaggia nel tempo attraverso la memoria incorporata, visiva, emotiva e cinestetica dei danzatori e degli spettatori. Durante il lockdown, un periodo che ha segnato profondamente il mondo della danza e del teatro ma anche la vita di tutti noi, molti artisti hanno rivisitato La morte del cigno in cerca di speranza e rinascita. Il progetto Swans never die mira a disseminare la storia de La morte del cigno e a stimolare una riflessione pratica e teorica su quest’opera coreografica per trasmetterne l’eredità a nuove generazioni di artisti e spettatori.”

 

Triennale Milano Teatro, coerentemente con la propria identità e vocazione a sostegno degli artisti, dal 3 al 7 giugno 2021 ha ospitato la residenza di Chiara Bersani in vista della sua creazione dedicata a La morte del cigno, a cui abbiamo chiesto di raccontarci del suo personale dialogo con questo classico.

Chiara Bersani

Chiara Bersani è una performer e autrice italiana attiva nell’ambito delle Performing Arts, del teatro di ricerca e della danza contemporanea. Sia come interprete che come regista/coreografa si muove attraverso linguaggi e visioni differenti. I suoi lavori, presentati in circuiti internazionali, nascono come creazioni in dialogo con spazi di diversa natura e sono rivolte prevalentemente a un pubblico “prossimo” alla scena. La sua ricerca come interprete e autrice si basa sul concetto di Corpo Politico e sulla creazione di pratiche volte ad allenarne la presenza e l’azione. L’opera “manifesto” di questa ricerca è Gentle Unicorn, performance inserita nel circuito Aerowaves.

Chiara Bersani © Lorenza Daverio

Crediti

Realizzazione e montaggio video: Lorenza Daverio 

I partner del progetto Swans never die sono: Lavanderia a Vapore - Centro di Residenza per la Danza (gestito da un raggruppamento temporaneo di organismi formato da Piemonte dal Vivo, Coorpi, Didee Arti e Comunicazione, Mosaico Danza, Zerogrammi); Operaestate Festival Veneto e Centro per la Scena Contemporanea CSC Bassano del Grappa; Triennale Milano Teatro; Fondazione Teatro Grande di Brescia; Festival Bolzano Danza – Fondazione Haydn; Il Cassero LGBTI Center - Gender Bender Festival; Mnemedance e Università degli Studi di Torino – Corso di laurea in DAMS.

Swans never die è il primo progetto che questa rete informale di soggetti riconosciuti a livello nazionale ha deciso di condividere, ma è solo il primo passo di un lavoro che intende proseguire negli anni futuri attorno al tema della memoria e della danza.

Sito del progetto: it.mnemedance.com/swans-never-die

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