© Marko Stojanović
Laboratorio
Il Linguaggio del Silenzio La delicatezza come metodo
Durata: 3 ore
Laboratorio gratuito per un massimo di 12 partecipanti. Per iscriversi, è necessario compilare il form entro le ore 12.00 del 22 marzo, 2026.
Tara Manić è autrice dello spettacolo How I Learned to Drive, che affronta temi estremamente difficili – violenza sessuale, trauma, abuso di potere e pedofilia – attraverso un linguaggio teatrale preciso, sobrio ed eticamente consapevole. A partire dalla pratica artistica e pedagogica della regista teatrale serba, il laboratorio esplora come il teatro possa lavorare con materiali duri e dolorosi senza riprodurre violenza, sensazionalismo o ritraumatizzazione. Piuttosto che privilegiare il risultato finale, il workshop pone l’accento sul processo, sull’etica e sulle scelte artistiche, ed è rivolto a chi è interessato a esplorare temi legati alle esperienze delle donne, alla corporeità, alla vulnerabilità e al trauma nella pratica performativa contemporanea, concentrandosi sulla forma artistica come strumento di cura, distanza e responsabilità nei confronti sia degli interpreti sia del pubblico.
Come può l’arte dare forma a ciò che è delicato, complesso o indicibile senza tradirlo? Il ciclo di workshop Il Linguaggio del Silenzio, in collaborazione con Fondazione Feltrinelli, nasce da questa domanda. Il silenzio non è assenza, vuoto: è una lingua che ascolta, accoglie, prepara il terreno alla creazione. Il ciclo invita a scoprire il silenzio come compagno di ricerca, esplorando modi diversi, ma profondamente connessi, di avvicinare la vulnerabilità, il trauma, la memoria, l’inconscio. In un tempo attraversato da conflitti, rumore mediatico ed emergenze che sembrano non lasciare spazio all’ascolto, il silenzio può diventare spazio politico e pratica di resistenza. Non come fuga, ma come possibilità che consente a fragilità, trauma, memoria e inconscio di emergere e di trovare spazio di attenzione e di cura. In questa direzione, attraverso la scrittura drammaturgica e il movimento coreografico, i due workshop invitano a scoprire il silenzio come grammatica che unisce corpo e parola per generare un modo più essenziale e più vero di creare e di raccontare.
La regista Tara Manić è nata nel 1994 a Belgrado. Si è laureata e ha conseguito il master presso il Dipartimento di Regia Teatrale e Radiofonica della Facoltà di Arti Drammatiche di Belgrado. Le produzioni di Tara sono state presentate in numerosi festival in Serbia e all'estero, vincendo numerosi premi, tra cui il Premio per la migliore opera teatrale del festival, il Premio per la migliore attrice e il Premio per il miglior attore al 16° Festival Internazionale degli Attori di Banja Luka nel 2024. È artista associata del centro culturale e di produzione teatrale Heartefact, organizzazione multidisciplinare con sede a Belgrado: con l'obiettivo di rafforzare il settore culturale indipendente, Heartefact si dedica a promuovere un ripensamento creativo, critico e responsabile delle questioni e dei fenomeni artistici, sociali e politici emergenti a livello nazionale, regionale ed europeo. Heartefact sostiene nuovi modelli di produzione, cooperazione regionale e forme alternative di istruzione e organizza forum in cui la realtà culturale e sociale viene messa in discussione in modo critico in modo che lo spazio culturale e pubblico per tutte le persone sia diversificato, arricchito, reso vivace e più tollerante nei confronti delle differenze.
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Info
Il laboratorio si tiene in lingua inglese
Il workshop è rivolto a persone interessate a esplorare temi legati alle esperienze delle donne, all’embodiment, alla vulnerabilità e al trauma attraverso la pratica artistica. Accogliamo in particolare professionisti, artisti e studenti provenienti da diverse discipline — tra cui teatro, danza, performance, arti visive, cinema e campi affini.
Crediti
In collaboration with: Fondazione Feltrinelli