© Pierre Gondard
Laboratorio
Into The Blue Hour
Benjamin Kahn
15 marzo 2026, ore 10.00
Ingresso gratuito su registrazione
Durata: 2 ore
The Blue Hour esplora stati di transizione e metamorfosi nel fragile interstizio tra il giorno e la notte, tra apparizione e scomparsa. Lo spettacolo di Benjamin Kahn esamina come il corpo si trasformi attraversando soglie emotive e percettive, oscillando tra interiorità e proiezione verso l’altro. Si confronta con stati di shock, vuoto e mancanza di prospettiva, riflettendo un presente segnato dall’incertezza.
Il laboratorio proposto da Benjamin Kahn si fonda sulle questioni che sottendono The Blue Hour. L’obiettivo è condividere con i partecipanti pratiche provenienti dal processo creativo, offrendo strumenti concreti per la scrittura e la composizione coreografica. Il corpo viene inteso come luogo di tensione, vulnerabilità e trasformazione. Attraverso lo studio del vocabolario e del linguaggio coreografico specifici di The Blue Hour, i partecipanti esplorano come il movimento possa emergere da stati sensoriali ed emotivi, espandersi, frammentarsi o ricomporsi – individualmente e collettivamente – fino a rimodellare la percezione dello spazio e la narrazione che esso veicola.
Benjamin Kahn è un danzatore e coreografo con base a Bruxelles. Ha studiato drammaturgia e teatro presso l’Università di Aix-en-Provence e il Conservatorio di Rennes, e si è laureato all’ESAC (École Supérieure des Arts du Cirque) in Belgio. Dopo gli studi ha collaborato con coreografi come Philippe Saire, Benjamin Vandewalles, Nicole Beutler, Ben Riepe, Frédéric Flamand, Maud Le Pladec, Egle Budvytyte e Alessandro Sciarroni. È anche occhio esterno e drammaturgo per altri progetti (Cuir / Cie Un loup pour l'homme, Darkmatter / Cherish Menzo tra gli altri) e insegna danza al CNAC, all’ESAC e nei conservatori. Dal 2019 ha iniziato a creare i propri progetti. Vedendo la danza e la coreografia come potenti strumenti politici, è particolarmente interessato a costruire e de-costruire il modo in cui osserviamo i corpi individuali e collettivi. Attingendo all’interdisciplinarità del suo percorso e alla ricchezza degli incontri in studio con performer singolari, crea opere che combinano testi, scrittura coreografica precisa e potenti paesaggi sonori e luminosi per interrogare le questioni della società. Tra il 2019 e il 2023 ha creato una trilogia di soli: Sorry, But I Feel Slightly Disidentified… (2019), Bless the Sound that Saved a Witch like Me (marzo 2023) e The Blue Hour (giugno 2023), indagando le proiezioni sui corpi, lo sguardo e il legame tra intimo e collettivo.
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Info
Il laboratorio si terrà in inglese, ed è rivolto a danzatori e performer professionisti e semi-professionisti