Spettacolo
RI TE
Marlene Monteiro Freitas, Israel Galván
19 – 20 marzo 2025
PRIMA ITALIANA
Da un lato c'è la coreografa capoverdiana Marlene Monteiro Freitas, la cui danza unisce estrema precisione e libertà, movimenti meccanici ed espressionismo. Dall'altra parte c'è Israel Galván, uno tra i danzatori di flamenco più conosciuti al mondo. RI TE nasce dall’incontro tra due mondi apparentemente lontani, accomunati dal ritmo e dalla capacità di combinare la tensione con un'espressività ardente. Sul palco, uno di fronte all'altro, tessono un dialogo nuovo eppure immediato: una grammatica di passi coreografici, gesti scattanti e interruzioni improvvise, mescolando sfida e seduzione. Un momento di pura gioia e umorismo, che utilizza solo il linguaggio del corpo, nella sorpresa dell'improvvisazione e della scoperta reciproca.
Marlene Monteiro Freitas, nata a Capo Verde nel 1979, ha lavorato con coreografi come Loïc Touzé, Emmanuelle Huynh, Tânia Carvalho e Boris Charmatz. Tra le sue creazioni ricordiamo RI-TE (2022, con Israel Galván), gli spettacoli Bacchae- Prelude to a purge e Idiota e l'esposizione X AND (2022, basata sulla pittura di Alex Silva), Canine Jaunâtre 3 (2018, per Batsheva Dance Company), (M)imosa (2011, con Trajal Harrell, François Chaignaud e Cecilia Bengolea). Nel 2015, a Lisbona, ha co-fondato P.OR.K, che da allora produce il suo lavoro. Nel 2018, le è stato conferito il Leone d'Argento dalla Biennale di Venezia.
Israel Galvàn nasce a Siviglia in una famiglia di artisti: sia il padre, José Galván, sia la madre, Eugenia de los Reyes, sono ballerini. Intraprende una formazione in flamenco classico, ma sin dalla sua prima creazione, ¡Mira! / Los zapatos rojos (1998), apre la strada a un manifesto per un nuovo spirito della danza flamenca. Ricodifica il linguaggio fisico del flamenco, utilizzando non solo modalità espressive a esso genealogicamente vicine, come la corrida, ma anche aspetti performativi di altri rituali della cultura popolare, dal calcio all’attivismo al crossdressing. Ogni sua creazione è una pietra miliare nella propria ricerca di una danza che cerca di liberarsi da alcune caratteristiche ereditate da un flamenco cristallizzato. Ha ricevuto premi prestigiosi come il Premio Nacional de Danza, il Bessie Performance Award, il National Dance Award for Exceptional Artistry. Nel 2016 ha ricevuto il titolo di Officier dans l’Ordre des Arts et des Lettres in Francia. Inoltre, è tra i protagonisti della docuserie di Netflix Move ed è artista associato del Théâtre de la Ville di Parigi.
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Calendario
Highlights
Crediti
Ideato e interpretato da: Marlene Monteiro Freitas e Israel Galván
Design visivo: Yannick Fouassier
Suono e direzione tecnica: Pedro León
Un progetto commissionato da: Théâtre de la Ville Paris - Festival d'Automne à Paris
Produzione: P.OR.K e IGalván Company
P.OR.K Associação Cultural è finanziata da: Repubblica Portoghese – Ministero della Cultura/Direzione Generale dell'Arte
IGalván Company è sostenuta da: INAEM Instituto Nacional de las Artes Escénicas y de la Música
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Israel Galván
In occasione dello spettacolo RI TE, presentato in prima italiana nell'ambito del festival FOG, Israel Galván conduce un incontro aperto a ballerini professionisti, principianti, o anche semplicemente a chi è curioso di avvicinarsi alla danza: "Credo che ogni persona abbia la sua danza, perché ciascuno ha una memoria corporea ben precisa che trasmette nei gesti quotidiani e personali. La memoria è qualcosa che accompagna da sempre gli esseri umani e informa il nostro modo di operare e pensare. Questa memoria si può organizzare in archivi cartacei, archivi digitali, archivi mentali. Anche il corpo ha il suo archivio, che è molto primitivo. Nei miei workshop cerco di creare con tutti i partecipanti nuovi movimenti 'pescando' dagli archivi individuali. Non si tratta di creare una coreografia o dei passi, ma di imparare a 'rubare' a noi stessi. Chi è più abituato a ballare può imparare dai non ballerini e i non ballerini possono scoprire in sè una nuova personalità finora nascosta. Lavorando con i nostri ritmi, imparando a essere noi stessi musicisti, inventiamo nuove forme e una nuova danza".
