Blue, Derek Jarman, 1993
Proiezione
Blue
Derek Jarman
21 marzo 2026, ore 16.00
Ingresso gratuito su registrazione
Durata: 80'
In occasione dello spettacolo FUCK ME BLIND di Matteo Sedda, parte del festival FOG, presentiamo la proiezione del film che ha ispirato la performance: Blue è l’ultima opera di Derek Jarman, film-testamento creato quando il regista, malato di AIDS e colpito da un’infezione agli occhi, riusciva a vedere solo tonalità di blu. Lo schermo, abitato da un unico colore – l’International Klein blue, dell’artista Yves Klein – lascia immergere chi guarda in un universo sonoro e visionario fatto di musiche, racconti, poesie, suoni ambientali, ricordi, momenti di vita quotidiana. Un canto poetico, una finestra spalancata sull’anima di un uomo attraverso una riflessione intima e profonda sulla malattia, sulla morte e soprattutto sulla vita. A seguire, un commento al film e un'introduzione allo spettacolo a cura del ricercatore indipendente e curatore Michele Bertolino.
Programma
16.00
Proiezione del film Blue di Derek Jarman
17.30
Commento al film e introduzione allo spettacolo FUCK ME BLIND a cura di Michele Bertolino
Derek Jarman (1942–1994) è stato un pittore, regista e scenografo teatrale e cinematografico inglese. Figura chiave della controcultura degli anni Settanta e Ottanta per la sua dirompente carica anticonformista, rappresentò un punto di riferimento della comunità queer. Vicino all’estetica dell’Underground, dopo aver girato per alcuni anni solo in super 8 passò ai lungometraggi a soggetto (generalmente girati in 16 mm e poi portati a 35 mm), senza mai scendere a compromessi con l’industria, ma preservando intatto il suo originario stile sperimentale. Il suo cinema, onirico e sovversivo, pieno di riferimenti (strutturali, iconografici e biografici) alle varie discipline artistiche, risulta stilisticamente composito: incentrato sulla contaminazione tra passato e presente, Storia e Natura, collage e narrazione, oscilla tra la massima improvvisazione e il controllo della messa in scena. Dei suoi film fu anche soggettista e sceneggiatore, talvolta in collaborazione con altri.
Michele Bertolino (Savigliano, 1992) è curatore aggiunto del Centro Pecci, Prato. Dal 2021 collabora con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino) come coordinatore del Young Curators Residency Programme e tutor di CAMPO - Corso di studi e pratiche curatoriali. Ha collaborato con diverse istituzioni italiane e internazionali, tra cui il MAMbo (Bologna), Last Tango (Zurigo), Modern Art Institute (Glasgow), HEAD (Ginevra), Palazzo Gucci (Firenze), tra le altre. Nel 2025 ha curato VIVONO. Arte e affetti, HIV-AIDS in Italia, 1982-1996, prima mostra istituzionale che tenta una ricomposizione della storia dimenticata delle artiste e degli artisti italiani colpiti dalla crisi HIV-AIDS. Tra il 2018 e il 2021 è stato assistente curatore di FUORI - Quadriennale d'arte 2020. Ha editato Tongue on Flames e Porpora, libri fotografici di Lina Pallotta. Nel 2016 fonda, insieme a Bernardo Follini, Giulia Gregnanin e Seraphine Pala, Il Colorificio, spazio progetto, dove lavora a presentazioni monografiche di Daria Blum, Giulia Crispiani, Caterina De Nicola, Marco Giordano, Vasilis Papageorgiou, Michele Rizzo, e Giovanni Testori, tra le altre. I suoi scritti sono apparsi su NERO Magazine, Flash Art e Mousse Magazine, e i suoi saggi sono stati pubblicati in diversi volumi monografici. Nel 2022 ha pubblicato L’Ano Solare. A Year-Long Programme on Sex and Self-display con Il Colorificio e Albe e tramonti a Praiano con Giulia Crispiani.
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Crediti
Un film di: Derek Jarman
Produzione: Regno Unito – Giappone
Anno: 1993
Durata: 79′