Lazlo, foto Marco Previdi MI AMI

Un'intervista al cantautore torinese Andrea Laszlo De Simone in occasione della proiezione Il Film del Concerto

11 aprile 2021

Carlo Pastore, direttore di MI AMI, e il cantautore torinese Andrea Laszlo De Simone raccontano Il Film del Concerto di Andrea Laszlo De Simone con l’Immensità Orchestra.

 

Questo ultimo anno ha portato a una trasformazione delle modalità della fruizione della musica, con la conseguente perdita della esperienza diretta di festival, concerti, live, senza contare tutte le difficoltà dell'intero comparto dei lavoratori dello spettacolo. Come MI AMI Festival ha vissuto e risposto a questo momento di crisi? Quali le possibili soluzioni e strategie da applicare?

Carlo Pastore: La verità è che ancora non ho realizzato con lucidità la violenza con cui siamo stati strappati dalla condivisione della musica live. Da un giorno all’altro non abbiamo più visto battere il cuore della nostra attività. Il MI AMI 2020 era praticamente pronto quando è stato dichiarato il primo lockdown, abbiamo dunque deciso di pubblicarlo come “Il festival che avrebbe dovuto essere”. Più di cento artisti per tre giorni di musica che non sono mai accaduti. D’estate, però, abbiamo acceso assieme a Circolo Magnolia una rassegna da veri pirati, perché non potevamo accettare che una città come Milano non avesse musica live. L’abbiamo chiamata Cuori Impavidi, nomen omen. Nel 2021 invece abbiamo iniziato a scrivere il nostro personalissimo Manuale per restare vivi, cercando di trasformare questa perdurante bruttissima situazione in un contesto in cui sperimentare. Non potendo fare MI AMI, rinviato a settembre un’altra volta, abbiamo deciso di trasformare la mancanza in una rassegna itinerante di spettacoli ibridi, in presenza (quando possibile) e in streaming, in giro per la città:  ̶M̶I̶ ̶A̶M̶I̶ MI MANCHI. Il primo appuntamento è ambiziosissimo, pensato site-specific per e con Triennale Milano: Il Film del Concerto di Andrea Laszlo De Simone ― cantautore torinese amato dalla critica internazionale e da Radio Deejay, che la rivista “Libération” in Francia ha definito come “nuovo prodigio del pop” ― mandato in diretta streaming. Andrea si è immaginato un percorso dal buio alla luce, un messaggio di rinascita. Non sarà un concerto streaming, non cerchiamo di replicare l’esperienza vera dei live: sarebbe un fallimento annunciato. Sarà la trasposizione cinematografica e onirica di un concerto irripetibile. 

Andrea Laszlo, foto Camilla Riccardo Studio

Nel tuo introdurre Il Film del Concerto parli di felicità e sogno. Perché la scelta di questi termini che, per tua stessa ammissione, si portano dietro un fardello pesante e una reputazione spesso poco raccomandabile?

Carlo Pastore: Il diritto alla felicità è uno dei pilastri della dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America e sempre americana è l’idea di sogno, inteso come mito assolutizzante della costruzione del proprio successo. È per questo che raramente uso queste parole: felicità e sogno hanno un fardello pesante e soprattutto sono state utilizzate per vendere tantissimo fumo (da qui la reputazione spesso poco raccomandabile). In questo caso però mi sento di poterle utilizzare entrambe con serenità. Poter tornare a lavorare su un concerto, in uno spazio meraviglioso come Triennale, ci ha regalato felicità nel senso di appagamento e anche di tensione verse le cose future. In secondo luogo, quello che Andrea si è immaginato è un sogno nel senso felliniano del termine, la costruzione di qualcosa di bellissimo e immaginifico. Insomma, Il Film del Concerto è un giro in giostra per portarci via dai mostri del presente. Salite a bordo!

Il Film del Concerto (Trailer) – Andrea Laszlo De Simone in Triennale

Come nasce l’idea de Il Film del Concerto? È un’esperienza ibrida e immersiva, molto sfidante, in cui la fisicità incontra il digitale, che si fa strumento fondamentale per la fruizione. Chi hai coinvolto nel progetto? Come è strutturato?

Andrea Laszlo De Simone: Dunque, Il Film del Concerto nasce come tutte le cose un po’ per caso e un po’ per esigenza. Qualche tempo fa ricevetti la proposta di fare un live in diretta streaming, ma è una modalità che non mi ha mai entusiasmato. La mancanza del pubblico in sala e il rischio di problematiche tecniche nella trasmissione della diretta a mio avviso non garantiscono agli spettatori la possibilità di godere davvero dello spettacolo. Per cui ho iniziato a immaginare una formula che non aspirasse a essere una pallida imitazione della musica dal vivo e che al tempo stesso fosse compatibile con i limiti di questo periodo. Che cos’è Il Film del Concerto? Prima di tutto è un concerto, ma è ideato per la fruizione digitale e per essere un prodotto di qualità da ogni punto di vista. Questa è la grande differenza che intercorre tra questo evento digitale e i live streaming a cui siamo abituati. È un concerto che ha un regista vero. Fabrizio Borelli ha lavorato con Ettore Scola, Andrei Tarkovskij, Luigi Comencini, Ermanno Olmi e ha sulle spalle un’esperienza pluridecennale in ambito televisivo, specialmente nella diretta. Poi, diciamocela tutta, quante volte può capitare nella vita l’occasione di avere a disposizione gli spazi di Triennale Milano? Non volevo perdere l’opportunità di suonare anche dove normalmente non sono previste esibizioni. Tutto quello che vedrete e ascolterete è il frutto del lavoro di svariati professionisti coordinati alla perfezione e mossi da un sentimento di cura e partecipazione davvero rari. Ci tengo a ringraziare infinitamente Daniele Citriniti che è sempre al mio fianco con energia e idee, Carlo Pastore che con coraggio ed estrema passione si è buttato in questa avventura ambiziosa e Triennale Milano per la disponibilità eccezionale che mi ha riservato. La lista dei ringraziamenti in questo caso è davvero troppo lunga per essere discussa in sede di intervista, ma…scorrerà dolcemente nei titoli di coda.

Il Film del Concerto (Trailer) – Andrea Laszlo De Simone in Triennale

Cosa significa pensare la musica in rapporto a uno spazio e confrontarsi con esso, in questo caso l'architettura molto connotata di Triennale, straordinariamente aperta per questa speciale occasione?
Andrea Laszlo De Simone: Il contesto, il luogo fisico, nella percezione della musica è fondamentale. In questo caso specifico non ho composto musica ad hoc per gli spazi di Triennale, ma devo dire che vivere le canzoni in quella cornice è stato a dir poco emozionante. Un’emozione inedita.

Riesci ad anticiparci qualcosa su quello che definisci “un percorso dal buio alla luce”? A quanti sensi vuoi “parlare” con la tua performance?
Andrea Laszlo De Simone: Qualcuno si sarà già accorto che ho una certa tendenza a costruire la musica intorno a un significato specifico. La suite Immensità è un percorso spiroidale che ha come fulcro l’elaborazione del lutto e come scopo la rinascita. È articolata in quattro capitoli: Il Sogno, La Realtà, Lo SpazioIl Tempo. L’ultima canzone che ho pubblicato, invece, si intitola Vivo ed è un inno alla vita e alla sua inevitabile precarietà. Concettualmente è il naturale epilogo della suite. Tutto questo per me rappresenta il percorso “dal buio alla luce”. Viverlo e suonarlo durante la realizzazione de Il Film del Concerto per me è stato semplicemente bellissimo.

Crediti

Il Film del Concerto è una produzione MI AMI con Triennale Milano, in collaborazione con DNA concerti, The Goodness Factory e 42 Records.
Il Film del Concerto debutterà in streaming domenica 11 aprile alle ore 21.30 su Dice TV.
I primi mille biglietti “A occhi aperti” saranno in vendita a 12 € + d.p., poi il prezzo salirà a 14 € + d.p. Biglietti disponibili qui

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