Performance
Terracotta Songs Titolo in via di definizione
Lina Lapelytė
19 settembre 2026, ore 15.00
FOG
Informazioni
Prima assoluta
Dove
Triennale Milano
Giardino
Durata
5 ore
Ingresso
Gratuito su registrazione
Il festival FOG si apre con la durational performance dell’artista lituana Lina Lapelytė, co-autrice dell'opera performativa Sun & Sea (Marina) con cui il Padiglione Lituano vince, nel 2019, il Leone d’Oro come migliore Partecipazione Nazionale alla 58° Biennale d’Arte di Venezia. La performance, commissionata da Triennale Milano e il Contemporary Art Centre (CAC) di Vilnius nell’ambito del progetto europeo PIT Perform Transform Inform, unisce canto e azione scultorea in un’opera collettiva nel giardino di Triennale. I performer modellano la terracotta in forme cubiche mentre eseguono una partitura vocale continua, invitando gli spettatori a partecipare al processo di lavorazione dell’argilla. I canti si espandono in uno spazio che muta nel tempo, man mano che i cubi si accumulano: si costruisce così un paesaggio sociale e materiale in costante trasformazione. Lina Lapelytė espande la sua ricerca sulla voce come mezzo sociale in un’opera che esplora come le azioni collettive possano generare forme di connessione e strutture temporanee di appartenenza.
Lina Lapelytė (nata nel 1984 a Kaunas, Lituania) è un'artista e compositrice la cui pratica performativa affonda le sue radici nella musica ed esplora la cultura pop, gli stereotipi di genere e la nostalgia. La sua opera Sun & Sea (Marina) (realizzata in collaborazione con Vaiva Grainytė e Rugilė Barzdžiukaitė), ha vinto nel 2019 il Leone d'Oro alla Biennale d’Arte di Venezia. Lavorando tra Vilnius, Berlino e Londra, collabora con performer professionisti e non per creare performance collettive di canto che mettono in discussione i sistemi di silenziamento e invitano alla vulnerabilità. Il suo lavoro è stato presentato, tra gli altri luoghi, al Festival d'Automne/Bourse de Commerce (Parigi), al Wiener Festwochen, allaBAM (Brooklyn Academy of Music) e a Performa (New York), al MOCA (Los Angeles), alla Biennale di Venezia, alle Biennali di Taipei e Shanghai e all'Hamburger Bahnhof (Berlino), mentre tra le prossime tappe del suo percorso figurano la Tate Modern (Londra), la Galeria Municipal do Porto, il CAC (Vilnius) e la Medina Triennial (New York).
Fondazione Officine Saffi, nata nel 2011 da un’idea di Laura Borghi, è una fondazione no-profit che si occupa di ceramica contemporanea a livello internazionale. Con un approccio a 360 gradi, la fondazione promuove nuove ricerche e sperimentazioni nel settore, tenendo conto della storia e del passato e favorendo il dialogo tra arte, artigianato e design. Attraverso un programma dinamico e interdisciplinare di mostre, attività didattiche e pubblicazioni, partecipa attivamente alla conversazione sulla ceramica rivolgendosi ad un pubblico eterogeneo. Tutte le attività della fondazione sono guidate dalla convinzione che la ceramica sia un vettore di trasformazione artistica, culturale e sociale. Con un atteggiamento aperto che favorisce un clima partecipativo, la Fondazione Officine Saffi incoraggia gli artisti e il pubblico a interrogarsi su cosa significhi vivere nel mondo di oggi, a relazionarsi con l'Altro e con la vita materiale, e a creare valore sociale e culturale attraverso il coinvolgimento in un programma multidisciplinare che tiene conto della varietà delle interpretazioni e costruisce slancio intorno alla ceramica nel ventunesimo secolo. La fondazione sostiene artisti, designer e artigiani nelle diverse fasi della produzione, fino alla promozione e riconoscimento del loro lavoro, costituendo una piattaforma per i creativi emergenti, nonché per progetti e narrazioni che fioriscono al di fuori dei sistemi di mercato consolidati. L'impegno della Fondazione nell'esplorare la cultura italiana si accompagna alla sua identità interculturale e al desiderio di creare un dialogo più ampio che risuoni su scala globale insieme a una rete ibrida di talenti, istituzioni e organizzazioni internazionali.
ALOT è un collettivo teatrale fondato a Milano ad ottobre del 2022 dai neo-diplomati della Scuola di Teatro Grock. Oggi il collettivo è guidato da Nicola Fadda, conta altri 12 performer (under 30) e vede tra i suoi elementi anche due diplomati dell’Accademia dei Filodrammatici e un musicista/musicoterapista. Dalla sua nascita il collettivo ha avviato una ricerca sui canti polifonici di tradizione orale, ispirato dall’incontro con la compagnia Teatr ZAR (Grotowski Institute, Wroclaw). Elemento centrale della ricerca di ALOT è il viaggio. Il viaggio permette di incontrare e assaporare alcuni misteri che non possono essere svelati da lontano, di cercare, di perdersi e così scoprire nuove gemme di teatri possibili. Per apprendere queste polifonie, tra novembre 2022 e settembre 2024 i componenti del collettivo sono stati in Sardegna, in Corsica e in Sicilia. Da questa ricerca nelle isole del Mediterraneo è nato lo spettacolo di debutto della compagnia, dal titolo VENI, a goodbye, che viene presentato in prima assoluta al 78° Ciclo Classici. A maggio 2025 e ad aprile 2026 ALOT porta avanti la ricerca musicale conducendo due ulteriori viaggi di ricerca in Georgia. Le polifonie incontrate lungo il cammino diventano materia viva di creazione: orientano la ricerca artistica del collettivo, attraversano gli spettacoli e trovano nei laboratori uno spazio di pratica e condivisione.
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Registrazione disponibile a breve
Highlights
Crediti
Concept, musica e regia: Lina Lapelytė
Colonna sonora e composizione dei brani: Lina Lapelytė con Daniel Bürkner
Interpreti: Sebastiano Amidani, Cecilia Braga, Rachele Bonini, Maddalena Borghesi, Margherita Caviezel, Nicola Fadda, Diego Finazzi, Luca Rella, Matilda Morosini, Giorgia Paolillo, Cecilia Uberti Foppa, Ludovica Tagariello, Giulia Villa – ALOT Teatro
Coproduzione: Triennale Milano Teatro; Contemporary Art Centre (CAC), Vilnius
Studio Lina Lapelytė: Erik Vojevodin, Taisija Burtovaja
In collaborazione con: Fondazione Officine Saffi
Nell'ambito del progetto PIT – Perform, Inform, Transform: Participatory Performance in Art Museums, co-finanziato dall'Unione Europea
Finanziato dall'Unione europea. Le opinioni espresse appartengono, tuttavia, al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell'Unione europea o dell’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA). Né l'Unione europea né l'EACEA possono esserne ritenute responsabili.
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