Triennale di Milano

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13 Aprile. 18 Aprile 2005.

Triennale di Milano
DESIGN
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A cura di Vanni Pasca e Ely Rozenberg

Promisedesign è una collettiva di design israeliano che approda per la prima volta a Milano.

Negli ultimi anni la scena del design israeliano è in continuo fermento. L’attività accademica, i numerosi eventi e mostre nel settore e il riconoscimento dell’establishment sono alcuni acceleratori di questo fenomeno che cresce a vista d’occhio.

Promisedesign vuol essere uno spiraglio sul mondo del design israeliano, cercando di analizzare il tema dell’esistenza di un’identità locale nel design israeliano e quale siano le sue caratteristiche.

I curatori, Vanni Pasca ed Ely Rozenberg, hanno dato vita alla prima collettiva di giovane design israeliano dal titolo Industrious Designers presentata ad Abitare il Tempo (Verona, 2001) e successivamente itinerante in vari paesi europei. Grazie a questa diffusione lo storico del design Mel Byars, autore del Moma

Design Enciclopedia, avendo avuto modo di entrare in contatto con il design israeliano rappresentato nella collettiva ha dichiarato che il design israeliano è »il segreto più nascosto nel mondo del design«.

Il carattere delle opere esibite rispecchia un design sperimentale che indaga sui materiali o sullo stile di vita contemporaneo in continua evoluzione. Promisedesign indaga in particolare su alcuni temi: Shulkan Aruh (La tavola imbandita) ovvero il mondo della ceramica per la tavola; Golem ovvero oggetti interattivi o che simulano il comportamento umano; Wunderkind (bambino prodigio), design per l’infanzia ed infine l’Artigianato post industriale.

Quest’ultimo tema in particolare fa riferimento alla specifica situazione israeliana, dove manca una vera industria di supporto per la produzione di mobili mentre l’industria dell’high-tech è altamente sviluppata. Questi fattori insieme hanno dato vita a un’articolazione di tendenze che vanno da un design molto evoluto sul piano tecnologico (medicale, elettronica etc) a un design che fa uso di strumenti tecnologicamente avanzati ma in modo artigianale, ovvero al di fuori della produzione industriale.

Need, il carrello da supermercato alto 5 mt. Di Ido Bruno. Scelto come immagine della mostra, contiene il volume e la varietà di cibo consumato in un anno da un Israeliano medio. Tra le altre cose esso simboleggia concettualmente un design non industriale basato su un oggetto – simbolo del consumismo industriale.

Promisedesign cerca di rivelare o almeno di svelare in parte quello che sarebbe considerato il segreto più nascosto nel mondo del design, ma anche di puntare i riflettori su quella che è ancora soltanto una promessa che dovrebbe essere mantenuta dai designer ma anche dai produttori e dalle istituzioni.

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